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Indarctos
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mwbaL'mwbqindarcto (gen. mwbgmwbwIndarctos) (mwcaPilgrim, 1913)cite-ref-1[1] è un mwdqmammifero mwdgcarnivoro estinto, appartenente agli mwdwursidi. Visse tra la fine del mweaMiocene medio e il Miocene superiore (circa 12 - 6 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mweqAsia, mwegEuropa, mwewNordamerica e (forse) mwfaAfrica.
Contents
• Note
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Descrizione
Questo animale fu il primo mwgaorso di grandi dimensioni. Le specie più antiche (comemwgqmwgg Indarctos vireti e mwgwmwhaI. arctoides) erano ancora relativamente piccole e non dovevano superare i 175 chilogrammi di peso, ma le forme più tardive, come mwhqmwhgI. atticus e mwhwmwiaI. oregonensis, potevano raggiungere i 350 chilogrammi e la taglia complessiva di un mwiqorso bruno.
Il mwiwcranio era solitamente allungato e relativamente stretto, lungo tra i 30 e i 42 centimetri a seconda delle specie, e dotato di un muso corto. Le specie più antiche (come mwjaI. vireti) possedevano i mwjqpremolari ben sviluppati, con il secondo premolare sia inferiore che superiore a doppia radice; altre specie successive possedevano invece i secondi premolari a radice singola. In ogni caso, al contrario di altri ursidi di grossa taglia come mwjgmwjwAgriotherium, i premolari anteriori erano sempre presenti. mwkaIndarctos possedeva inoltre mwkqmolari a corona bassa, e il secondo molare superiore era fornito di un talonide molto sviluppato, simile a quello dei generi attuali mwkgmwkwUrsus e mwlamwlqTremarctos. Al contrario degli orsi attuali, tuttavia, Indarctos possedeva ancora grandi mwlgcarnassiali e molari robusti e trituranti. Benché la forma generale del cranio ricordasse quella di mwlwAgriotherium, la mwmamandibola di mwmqIndarctos se ne differenziava nell'aspetto più sottile e meno squadrato nella parte anteriore. In mwmgIndarctos, il mwmwmento pronunciato era presente solo negli individui maturi.
Classificazione
Il genere mwngIndarctos venne istituito da Pilgrim nel mwnw1913, sulla base di resti fossili frammentari provenienti dall'mwoaIndia in terreni del Miocene superiore e sui quali venne basata la specie mwoqmwogIndarctos salmontanus. A questo genere vennero poi attribuiti altri fossili di specie già note provenienti dall'Europa e dal Nordamerica, ma ascritte in precedenza al genere mwowUrsus; numerose altre specie vennero descritte negli anni successivi.
Attualmente si riconoscono solo alcune di queste specie. La più antica sembrerebbe essere statamwqg I. vireti, del mwqwVallesiano dell'Europa. Successivamente apparve, sempre in Europa, mwraI. arctoides, che diede poi origine a mwrqI. atticus, dotata di molari più grandi e che andò incontro a una notevole espansione geografica. Questa specie dall'ampia diffusione è stata infatti ritrovata anche in Asia (classificata inizialmente come mwrgI. lagrelii e mwrwI. sinensis). La specie mwsaI. sarmaticum, nota in mwsqMoldavia e descritta nel mwsg1996, potrebbe essere identica a mwswI. vireti, mentremwta I. bakalovi della mwtqBulgaria sembrerebbe essere un sinonimo di mwtgI. atticus. In Nordamerica, alla fine del Miocene, si originò la specie mwtwI. oregonensis, probabilmente da forme asiatiche di mwuaI. atticus.
Verso la fine del Miocene visse in mwvwItalia mwwamwwqI. anthracitis, descritta per la prima volta da Weithofer nel mwwg1888 sulla base di una singola mandibola; questa specie, proveniente da mwwwMontebamboli in mwxaToscana (ma alla quale sono stati riferiti frammenti provenienti anche dalla mwxqSardegna) era probabilmente una forma insulare (all'epoca Toscana e Sardegna facevano parte di un'unica isola) evolutasi indipendentemente, adattata a una dieta quasi del tutto vegetariana.
mwxwIndarctos è un rappresentante degli ursidi, forse ancestrale agli mwyaUrsinae veri e propri, e probabilmente derivato da forme come mwyqmwygUrsavus e mwywmwzaKretzoiarctos. mwzqIndarctos è stato avvicinato anche al genere mwzgAgriotherium, una forma affine ma di dimensioni solitamente maggiori e dalle tendenze ipercarnivore.
Paleobiologia
Abella e colleghi (2013) hanno descritto cinque ossi penici (mwcwbacula) attribuiti alla specie mwdaIndarctos arctoides, provenienti dal sito Batallones-3 (Bacino di Madrid, mwdqSpagna). Sia la lunghezza sia la morfologia di questi bacula hanno permesso di ipotizzare una serie di caratteristiche ecologiche ed etologiche di questo orso.
mwdwIndarctos potrebbe aver avuto un periodo prolungato di intromissione e/o mantenimento di intromissione durante l'intervallo post-eiaculatorio. Il baculum potrebbe aver agito come supporto fisico durante la penetrazione ed essere servito a mantenere l'apertura vaginale durante l'intervallo eiaculatorio. Nelle specie esistenti di ursidi è stata descritta una correlazione positiva tra la lunghezza dei bacula e il tempo e il mantenimento di intromissione. Inoltre, mweaIndarctos potrebbe aver utilizzato un sistema di accoppiamento multi-maschile. Forse lmweq'mweghome range di diversi maschi si sovrapponeva a quello di una o più femmine, permettendo alla fecondazione di avere più successo in questi incontri sessuali occasionali.
L'evidente mwfadimorfismo sessuale presente nelle dimensioni corporee di mwfqIndarctos arctoides può anche essere stata una caratteristica importante nell'etologia di questa specie. Contrariamente al baculum relativamente breve che si riscontra nelle specie di orsi che presentano un forte dimorfismo sessuale, il baculum di mwfgI. arctoides era relativamente lungo. Questa caratteristica potrebbe avere portato le femmine a mostrare un accoppiamento preferenziale tra i maschi disponibili, come si vede anche in specie esistenti. Infine, la presenza di foreste intricate separate da ambienti più aperti può aver causato la diminuzione delle popolazioni di questo orso, dando così luogo ad un minor numero di incontri tra gli individui.
Galleria d'immagini
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Indarctos, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Indarctos, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.